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BILANCIO 2015: NUOVO AUMENTO TASSE COMUNALI.

Il Consiglio Comunale ha approvato un aumento dell’irpef comunale allo 0,80%, il massimo consentito dalla legge, con un’esenzione solo fino ad un reddito di 10 mila euro lordi annui. L’amministrazione parla di “rimodulazione” per mascherare un vero e proprio salasso che porterà nelle casse comunali circa 600 mila euro in più, che si va ad aggiungere alla TASI e all’IMU nonché alla TARI, tassazione per cui il comune di Beinasco si annovera tra i comuni con le aliquote più alte. A fronte di questi aumenti non si è provveduto in nessun modo ad una revisione della spesa, doverosa, prima di mettere di nuovo le mani nelle tasche dei cittadini. Soprattutto per quanto riguarda la TASI, il gettito è stato superiore di circa 200 mila euro a quanto previsto e quindi ci sarebbero stati i presupposti per introdurre le detrazioni per i figli a carico, come da noi richiesto. Per la TARI, invece, una piccola riduzione del 3% rispetto all’anno precedente ed in commissione bilancio ci hanno fatto credere che fosse merito dell’impegno dell’amministrazione, per poi scoprire che invece si tratta di un avanzo di gestione del Covar, distribuito su tutti i comuni del consorzio.
Abbiamo presentato 34 emendamenti al bilancio. TUTTI BOCCIATI.
– Abbiamo chiesto la ristrutturazione della ex biblioteca “Colombo” destinandola ad un centro di aggregazione giovanile e la recupero funzionale del giardino adiacente. BOCCIATO
– Abbiamo chiesto di destinare i fondi previsti per il nostro gruppo consiliare per corsi di aggiornamento, ad un fondo per famiglie disagiate per il pagamento dei buoni mensa. BOCCIATO
– Abbiamo chiesto di istituire un fondo per soggiorni estivi marini o in città d’arte patrocinati dal comune per i giovani fino a 25 anni. BOCCIATO
Questi alcuni esempi, se volete conoscere tutti i nostri emendamenti potete consultare gli allegati.

EMENDAMENTI 1

EMENDAMENTI 2

EMENDAMENTI 3

Ma ciò che è più grave è la dichiarazione fatta nel corso del consiglio comunale: “NOI NON APPROVEREMO MAI I VOSTRI EMENDAMENTI”. Per la verità in commissione i commissari della maggioranza avevano già cercato inutilmente di impedirne la presentazione, arrogandosi il diritto di veto non previsto dai regolamenti che noi abbiamo prontamente contestato. Destituire le minoranze della facoltà di presentare emendamenti, strumento previsto per legge, ci fa ben comprendere che ci troviamo in un regime oligarchico. PER QUESTA RAGIONE, PER PROTESTA, SIAMO USCITI DAL CONSIGLIO COMUNALE E NON ABBIAMO VOTATO IL BILANCIO.