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Il Movimento 5 Stelle per le Piccole e Medie Imprese

fondopmi

Come sapete, i nostri parlamentari e senatori si riducono mensilmente lo stipendio e versano la quota detratta in un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Di cosa si tratta?
Si tratta di un fondo istituito al ministero dello Sviluppo Economico dedicato alle piccole e medie imprese, da utilizzare come garanzia per la concessione di finanziamenti da parte delle banche. Quindi un’azienda che, per esempio, necessita di un prestito può chiederlo alla banca ponendo come garanzia il fondo.

A chi rivolgersi?
L’impresa non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo. Deve rivolgersi a una banca (quella a cui chiederà il finanziamento) chiedendo di volersi avvalere del fondo di garanzia per le pmi. Toccherà alla banca occuparsi della domanda e interfacciarsi col ministero.
Dal momento in cui la banca completa il modulo di richiesta, a norma di legge sono previsti 2 mesi per ottenere la risposta. Per prassi, trascorrono fra le 2 e le 3 settimane.
L’impresa può anche rivolgersi a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza mentre richiede la controgaranzia al Fondo centrale.
Tutte le banche sono abilitate a presentare le domande, mentre occorre rivolgersi ad un Confidi accreditato (potete consultare l’elenco per Torino e provincia)

Quali imprese possono accedere?
Possono essere garantite le imprese che rispettano i parametri dimensionali PMI. Singolarmente o tra loro collegate e/o associate devono avere meno di 250 occupati. Allo stesso tempo, il loro fatturato deve essere inferiore ai 50 milioni di euro o, in alternativa, il totale di bilancio deve essere inferiore a 43 milioni di euro.
L’impresa deve essere considerata economicamente e finanziariamente sana sulla base di appositi modelli di valutazione che utilizzano i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi. Le start up sono invece valutate sulla base dei piani previsionali.

Per maggiori informazioni, potete consultare i seguenti link:

Vademecum – http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/vademecum.html
FAQ – http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/faq.html
Sito ufficiale del Ministero – http://www.fondidigaranzia.it/imprese.html
Guida del fondo  – http://www.fondidigaranzia.mcc.it/allegati/fondo_di_garanzia/disposizioni-operative-del%20fare-27-02-14.pdf

 

 

 

Il Movimento 5 Stelle unico erede della questione morale di Berlinguer

Pubblichiamo questa interessante intervista a Giuseppe Zupo tratta da MicroMega (fonte: www.micromega.net).

“A miei tempi l’onestà era un dna che andava preservato accuratamente, oggi è un optional fastidioso. Il pensiero di Berlinguer è attualissimo e l’unico erede della questione morale è il Movimento 5 Stelle”. E Renzi? “E’ il nulla e sul niente c’è poco da dire”. Mentre Vendola? “Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti”. A parlare né Grillo né altro attivista pentastellato ma l’avvocato Giuseppe Zupo, 73 anni, responsabile nazionale giustizia del Pci ai tempi di Berlinguer e del caso Moro.

Avvocato, Lei è stato dirigente ai tempi del Partito comunista di Berlinguer. Alla luce di questa esperienza come valuta i recenti casi – per l’ultimo l’Expo – di corruzione nella politica italiana?

Allora la corruzione non aveva il peso devastante che ha assunto negli anni successivi, il maggior problema da fronteggiare per noi era quel terrorismo che generava danni e apprensione. Serpeggiava grande tensione per la risposta dei partiti alle richieste sociali: il terrorismo trovava terreno fertile tra l’insoddisfazione dei giovani e delle masse popolari. E quindi il Pci di Berlinguer si è preoccupato di riguadagnare la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato, da qui la questione morale e l’intransigenza sull’onestà delle Istituzioni.

Il Berlinguer della questione morale lo considera ancora attuale o superato?

E’ attualissimo. La questione morale non era ascrivibile solamente al “non rubare”, era la concezione che lo Stato e le istituzioni democratiche fossero un bene pubblico e quindi da preservare con attenzione essendo di proprietà di una comunità, frutto di sforzi di generazioni che nel passato hanno costruito le fondamenta per quelle future.
Ciò ispirava Berlinguer e il Pci: la questione morale era figlia di una grande tradizione liberale – che proviene dalla Rivoluzione francese, almeno prima che degenerasse – non relegabile al campo della sinistra ma a chiunque amasse lo Stato e le istituzioni democratiche. Come Berlinguer anche Natta, suo ultimo segretario di fiducia, si batté per tali principi. Lui fu defenestrato, mentre era in ospedale, dai vari D’Alema, Occhetto e Veltroni: lo dichiararono dimissionario – mentre era un falso – e lui apprese dal giornale radio di non essere più segretario del Pci. Prima di morire, nel 2001, ha rilasciato una bellissima intervista all’Unità in cui ha ricostruito quelle concitate giornate e si diceva preoccupato dalla degenerazione che si era creata con Occhetto. 

Tra le forze politiche organizzate di oggi, vede qualcosa che abbia preso il testimone di Berlinguer sulla questione morale?

Lo so, farò inorridire i miei compagni di una volta. Sono comunista semel semperberlingueriano e dopo il Pci non mi sono iscritto a nessun partito perché nessuno ha portato più avanti quei valori. Ora vedo nel M5S l’unico possibile erede. Ho votato il movimento alle ultime elezioni nazionali e – pur non essendo un uomo ricco – l’ho finanziato. Sono andato al comizio di San Giovanni a Roma, prima del voto, e sono rimasto colpito dall’enorme partecipazione e dalla composizione della piazza: cittadini, lavoratori, giovani. La rappresentanza come servizio nelle istituzioni, a termine, per poi ritornare al proprio status di prima. Senza fortune politiche come avviene per gli altri partiti. I parlamentari 5 stelle sono persone normalissime: casalinghe, ingegneri, impiegati, gente dalla porta accanto, non arruffoni di soldi e poltrone. Per questo sono del M5S e tornerò a votarlo. Dall’altra parte abbiamo quel Pd che, tra l’incostituzionale Porcellum e la nuova legge elettorale, ha abrogato le preferenze togliendo alle persone il diritto di poter selezionare la propria classe dirigente. Il nominare loro i parlamentari è solo l’ennesimo atto di autoreferenzialità di una politica ormai lontana dai cittadini.

Qualcuno le potrebbe fare l’obiezione che nella sinistra ci sono ancora personaggi come Renzi, Civati, Vendola… Lei come risponderebbe?

Berlinguer riteneva che Occhetto fosse solo un venditore di slogan e non un costruttore di politiche. Io penso lo stesso del premier Matteo Renzi, non aggiungo altro perché per me rappresenta il nulla e sul nulla c’è poco da dilungarsi. Civati è una persona simpatica ed educata ma è compatibile al sistema, ogni volta è lì lì per rompere e poi rientra nei ranghi: voto il M5S perché voglio una forza capace di ribaltare il tavolo su cui questi signori consumano la politica e non qualcuno che cambi loro le stoviglie. Per quanto riguarda Vendola… Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti.

Mi scusi, una curiosità. Negli anni ’90 prima del M5S cosa votava?

Per i Comunisti italiani. Non ho mai votato né il Pds né il Pd. Poi ho smesso di sostenere anche il Pdci perché oltre a testimonianze simpatiche e colorate ci vuole ben altro.

E così l’infatuazione per il M5S…

Al M5S sono stati tesi dei trabocchetti e sorprese, come da Bersani, e i neoparlamentari hanno commesso degli errori per inesperienza e ingenuità, invece il movimento va sostenuto e fatto crescere. Il Pd ha disperso un immenso patrimonio, quello del Pci. Come diceva Natta, non hanno tenuto conto che eravamo il punto di arrivo di una particolarità storica, significativa ed apprezzata a livello internazionale: un partito socialdemocratico, sul modello scandinavo, che aveva con sé la classe operaia. E penso che tutto ciò non deve essere per forza perduto, il M5S è un’occasione. In Europa il malcontento si sta riversando verso partiti reazionari, fascisti o addirittura neonazisti mente qui da noi prende le sembianze del M5S che è invece antifascista, democratico e progressista. Basta osservare come Grillo ha replicato al corteggiamento di Marine Le Pen. Questa specificità del M5S andava compresa e sostenuta e non osteggiata come fatto dal Pd. Anche le istituzioni che continuano ad accusare il movimento di populismo sbagliano in maniera grossolana.

A Parma con Pizzarotti

Sabato 15 marzo a Parma il sindaco Federico Pizzarotti ha organizzato un evento F6 (1)straordinario a cui sono stati invitati i candidati sindaci e candidati consiglieri di tutta Italia, una giornata intera formativa e di condivisione delle esperienze maturate in questi anni dalla sua giunta.
Abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare a questo evento e verificare con quanto entusiasmo e dedizione questi ragazzi, cittadini come noi, hanno portato la città di Parma ad un risultato eccellente riducendo il debito da 800 milioni a 200 milioni in soli due anni. E’ la dimostrazione che la buona politica porta ottimi risultati in breve tempo quando la trasparenza e l’onestà intellettuale sono i principi cardine degli amministratori locali.
Abbiamo appreso molte informazioni sulla macchina comunale e qualche indicazione sugli errori che non si devono fare assolutamente qualora si arrivasse all’obiettivo prestabilito.
Un’esperienza molto positiva anche dialogare con i rappresentati di altre realtà anche molto lontane dalle nostre (c’erano i candidati dei comuni della Sicilia, della Calabria, ecc.) e renderci conto che la passione che ci accomuna non ha differenze da Nord a Sud. Tutti con lo stesso progetto in mente, e dopo pochi minuti che parli con qualcuno di loro ti sembra di conoscerli da sempre, perchè parli la stessa lingua, hai le stesse idee…
A vedere quella marea di ragazzi hai solo un’impressione… vinciamo noi!

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Vittoria M5S: il Governo accoglie emendamento e promette la tariffa puntuale dei rifiuti: più ricicli meno paghi. Ora vogliamo i fatti!

l Movimento 5 Stelle ha ottenuto una piccola vittoria al Senato che se seguito dai fatti si trasformerà in una piccola rivoluzione ambientale ed economica. Nella discussione del decreto IMU, al Senato era stato presentato un emendamento che prevedeva che la commisurazione della tariffa rifiuti fosse calcolata esclusivamente sulla base delle quantità e qualità dei materiali post consumo prodotti. Il tutto in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. Più ricicli meno paghi. Il percorso verso la tariffa puntuale già attuata in tantissimi Comuni italiani dove è in vigore la raccolta differenziata porta a porta. Il Governo si è detto favorevole all’emendamento e lo ha fatto proprio,“impegnandosi a rivedere l’imposta sui rifiuti al fine di riportarla ad una tariffa sulla effettiva produzione”. Ora la palla passa al Governo. Il Movimento 5 Stelle vigilerà che quanto promesso ed accolto in Aula da parte dell’esecutivo diventi realtà. Non bastano gli impegni e le promesse. Serve andare verso la tariffa puntuale dei rifiuti. Con i fatti.

Movimento 5 Stelle
gruppo parlamentare
Senato della Repubblica

Matteo Incerti

Ufficio Stampa Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle
Senato della Repubblica