Due incidenti in 5 giorni. Ad agosto 2014 l’inceneritore del Gerbido macina record!

inceneritoreDue incidenti in 5 giorni. L’inceneritore del Gerbido di Torino si candida per il Guinnes dei primati.

Il primo si è verificato il 20 agosto 2014 si è avuto un blackout (ancora?!?) all’impianto e secondo TRM:

Questo evento che – come noto – impedisce il controllo della combustione, ha comportato un lieve superamento dei limiti delle emissioni di monossido di carbonio (CO) sulle Linee 1 e  2.

È rassicurante (evviva!) sapere che questo problema di “mancato controllo della combustione” è “noto“… chissà come mai un impianto di queste dimensioni non ha sistemi di emergenza per il controllo di cosa succede all’interno delle camere di combustione. La linea 3 è spenta perché non ci sono rifiuti, altrimenti l’incidente avrebbe coinvolto anche quella, con sforamenti del limite del velenoso monossido di carbonio (CO) ancora superiori (il solito trucco della “media giornaliera” fa apparire i dati di TRM più bassi del valore reale.

Inoltre c’è da chiedersi cosa succeda alle emissioni di diossine in queste fasi, visto che vengono controllati solo di quando in quando, previo avvertimento, in genere ogni 4 o 6 mesi. Visto che la combustione è fuori controllo, possiamo ragionevolmente ipotizzare che diossine ed altre salubri sostanze vengano emesse in quantità notevole e del tutto incontrollata. Insomma, probabilmente non è solo il CO che ha sforato. Ma tanto tutto viene abilmente coperto dai “controlli quadrimestrali”…

Secondo incidente fresco fresco il 25 agosto. Un blocco della combustione alla linea 1 ha causato superamento dei limiti medi giornalieri delle emissioni di monossido di carbonio (CO) e dell’ammoniaca (NH3).

Oltre, -aggiungiamo noi- probabili sforamenti di tutti i microinquinanti (diossine, ecc.) che vengono controllati “quando fa comodo” solo 2 o 3 volte all’anno.

Con tutto ciò, il Comitato Locale di Controllo targato PD tace ed i torinesi possono festeggiare il ritorno dalle vacanze ritrovando la consueta “aria di casa”…

fonte: Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte

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