I miracoli della società unica dei rifiuti

Riportiamo di seguito un interessante post ad opera di Giovanni Lava (civicacollegno.blogspot.it) sul tema società unica dei rifiuti, di cui si sta discutendo ultimamente.

Qualche volta l’inquadratura di una foto veicola le reali intenzioni del giornale che la pubblica molto più dell’articolo che accompagna. E’ accaduto domenica nella prima pagina dell’edizione torinese di Repubblica. L’articolo, dal titolo “Rifiuti, una società unica per differenziata da record”, celebra le magnifiche sorti progressive che attendono la gestione dei rifiuti nella provincia di Torino quando sarà stata completata la grande fusione delle molte società che oggi se ne occupano. Già l’articolo che riporta le parole dell’architetto Paolo Foietta, presidente dell’ATO-Rifiuti e deus ex-machina dell’operazione, contiene affermazioni molto discutibili. Ma la foto poi… Il taglio è verticale e il soggetto dovrebbe essere l’inceneritore. Dovrebbe, perchè i tre quarti della foto è composto da un cielo azzurro, con appena uno sbuffo bianco di una nuvoletta. L’inceneritore, invece, con la sua torre altissima è relegato nell’angolino in basso a destra. Una foto poetica che suggerisce… serenità, altro che gli incubi!
Le affermazioni di Foietta poi hanno del miracoloso, sempre che il giornalista le abbia riportato correttamente. Foietta dice che ad oggi la raccolta differenziata nella provincia di Torino rappresenta il 50% dei rifiuti prodotti che ammontano ad un milione e cento mila tonnellate all’anno. La vendita delle 550mila tonnellate differenziate dà un ricavo di 15,7 milioni di euro. Plausibile. Ma da qui in avanti le cose dette da Foietta e riportate dal giornalista sanno di favola. La nuova società unica e la privatizzazione del 49% della stessa da sole porterebbero la raccolta differenziata al 65%. Ma la cosa più incredibile sarebbe che con quel 15% in più di raccolta differenziata di colpo l’incasso raggiungerebbe i 40 milioni di euro!!! Il 50% dà 15,5 milioni di euro, il 65% ne darebbe 40, più del doppio. Miracolo a Torino. La stessa cifra che viene pagata ogni anno all’inceneritore del Gerbido. Foietta infatti promette ai cittadini la riduzione della tariffa rifiuti.
La foto e le promesse mirabolanti di Foietta possono significare solo una cosa: ci troviamo davanti ad una campagna propagandistica in grande stile che serve da una parte a coprire le tante troppe incognite che l’operazione società unica nasconde e dall’altra a sostenere la campagna elettorale del Pd, il partito monopolista della gestione dei rifiuti nel torinese.
L’11 aprile scade il termine per la presentazione delle offerte per la gara indetta dal Cados per la privatizzazione del 49% delle quote della società nata dalla fusione del Cidiu e Covar 14. Tutti dicono che dietro l’angolo c’è Iren che ha già comprato TRM quindi l’inceneritore e il 49% di Amiat. Deve essere proprio così, visto che Iren sta finanziando le iniziative dell’amministrazione di Collegno, dalla rassegna Sale&Pepe al bilancio di mandato del sindaco uscente. Una tradizione. Quando a fare affari a Collegno era la famigerata Collegno 2000 srl, le iniziative promozionali del Comune le pagava lei. Quando era la discarica di rifiuti tossici Barricalla a beneficiare del raddoppio dell’invaso, a finanziare era Barricalla; se era la Sistemi a godere di una variante al piano regolatore, ecco la pubblicità della Sistemi. Per non parlare di cooperative rosse… Se tanto mi dà tanto allora sarà Iren a vincere la gara. Così tutta la filiera dei rifiuti sarebbe nelle stesse mani. I cittadini ne avranno un beneficio come si promette oggi alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali? O ci troviamo all’ennesima beffa come lo è stato con la promessa della tariffa puntuale, cioè più produci rifiuti più pagni, meno ne produci meno paghi? Il dubbio è più che lecito, vista la situazione di monopolio che si verrebbe di fatto a creare, dopo che le amministrazioni comunali a guida Pd hanno in precedenza firmato un contratto con TRM che le lega mani e piedi per i prossimi 20 anni alle sorti dell’inceneritore e di chi lo gestisce. Un contratto che non consente ai Comuni soluzioni diverse da quella di conferire all’inceneritore i rifiuti e che li obbliga a garantire un profitto sicuro ai suoi gestori anche se la differenziata dovesse differenziare arrivare al 100%.

Giovanni Lava

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